L’Aquila e il Leone. I rapporti politico-commerciali tra Fermo e Venezia

In data 26 novembre 2021 alle ore 17 e 30 presso la Sala dei Ritratti del Palazzo dei Priori del comune di Fermo si è tenuta la conferenza recante titolo: L’Aquila e il Leone. I rapporti politico-commerciali tra Fermo e Venezia.

Hanno relazionato, in sequenza: il professor Marco Moroni, già docente di storia economica presso la Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche e direttore della rivista Marca/Marche edita da Andrea Livi, che ha illustrato i rapporti non solo politico-commerciali, ma anche culturali tra la Serenissima e la Città del Girfalco tra la fine del Duecento e la prima età moderna. Con una straordinaria lectio magistralis ha edulcorato la serietà della materia storica, tenendo unite scientificità e fruibilità dei temi trattati, ponendo particolare attenzione sulla κοινή adriatica vigente in quei secoli. La narrazione si è concentrata sui momenti salienti che hanno portato alla nascita di tale κοινή e alla sua fine, dovuta all’espansione dell’impero asburgico e al tramonto della Serenissima.

Al professor Moroni ha fatto seguito il professor Paolo Peretti, docente di storia della musica al Conservatorio di Fermo, che ha parlato degli organi veneziani nel territorio fermano nel ‘700. Nella relazione ha dedicato ampio spazio a Gioacchino Rossini e Venezia, poi ha concluso con una lunga digressione sul grande organaro veneziano operante nel territorio fermano, Gaetano Antonio Callido. Si è interrogato sul perché le ricche committenze fermane avessero commissionato proprio a lui la realizzazione di tali opere.

La conferenza è proseguita con il Dirigente alla cultura del comune di Fermo, dott. Saturnino Di Ruscio, che coniugando perfettamente le sue conoscenze universitarie da agronomo a quelle da amante della storia locale, dopo un breve excursus sulle origini dello stoccafisso, ha illustrato episodi significativi di scambi di derrate alimentari tra la Serenissima e la Città del Girfalco. Due dei più significativi sono quello del 20 agosto 1283, quando il doge Giovanni Dandolo chiese aiuto al podestà di Fermo Sinibaldo de Avnardonis affinché agevolasse il trasporto a Venezia di carni suine, olio e grano acquistati dalla Serenissima per il patriarca di Gerusalemme. L’altro è quello del 13 marzo 1271, quando il doge Ranieri Zeno sollecitò le autorità fermane affinché accelerassero l’esportazione di 100 salme di frumento, acquistate dal veneziano Matheus Carbonis. Il dirigente ha poi concluso ringraziando l’Archivio di stato di Fermo, la Biblioteca Romolo Spezioli e la direttrice di quest’ultima, Maria Chiara Leonori, sempre presente e motore culturale di molti eventi fermani.

Il pomeriggio-studio si è concluso con la relazione del dott. Walter Scotucci che con una veloce carrellata ha illustrato la presenza dell’arte veneta nella Marca, da Paolo Veneziano e figli a Lorenzo Lotto, da Carlo e Vittore Crivelli a Pietro di Nicolò. Poi con un affascinante viaggio ha ricostruito le vicende legate alle molte opere disperse e smembrate un tempo presenti nei paesini marchigiani.

Moderatrice dell’evento è stata l’Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Fermo, l’avvocato Micol Lanzidei.

Bibliografia

L. Tomei, Genesi e primi sviluppi del Comune nella Marca meridionale: Le vicende del Comune di Fermo dalle origini alla fine del periodo svevo (1268), in Società e cultura nella Marca meridionale tra alto e basso Medioevo: atti del 4. Seminario di studi per personale direttivo e docente della scuola: Cupra Marittima, 27-31 ottobre 1992.

F. Pirani, Fermo, Spoleto, Fondazione Centro italiano di studi sull’alto Medioevo, 2010.

G. Spallacci, I commerci adriatici e mediterranei di Ancona nel XV secolo, Bologna, Clueb, 2020.

G. Luzzatto, Storia economica di Venezia dall’XI al XVI secolo, Marsilio, 1995.

Di Riccardo Renzi