Due crisi a confronto: 2008 e 2020

Il confronto tra le due crisi verrà affrontato su tre categorie di elementi: le cause e le situazioni pregresse, poi la fase di crisi vera e propria, e infine un confronto sulle conseguenze, concludendo con alcune osservazioni finali. Per brevità svilupperemo la nostra analisi solo su alcuni punti.

Cause e situazione pregressa

Nel 2008 la crisi si originò dall’uso smodato di mutui subprime, specialmente negli USA, rivenduti come cartolarizzati, ad investitori inconsci del vero rischio sottostante, del tutto sottostimato. I primi fondi a perdere visibilmente furono i fondi Parvest del gruppo BNP Paribas, già nel 2007, che determinarono l’inizio effettivo della crisi finanziaria. La crisi nacque nei fondi monetari, che avevano acquistato dosi massicce di ABS e CDO, ma poi si trasferì anche alle stesse banche, come Bear Sterns e Lehman Brothers. Le banche interruppero gli scambi sul mercato interbancario, e in un secondo momento questo sfociò nell’interruzione del credito alle aziende. Il successivo Credit Crunch è stata solo una conseguenza della crisi del mercato interbancario, ed addirittura negli anni successivi l’impatto fu tale da avere notevole rilevanza nella crisi del debito pubblico di vari Paesi europei.

Possiamo quindi affermare che la crisi del 2008, endogena al mondo finanziario, ha avuto cause sostanzialmente diverse da quella del 2020, che si è verificata come crisi esogena. Le cause della crisi del 2020 sono dovute da un lato ovviamente a motivi sanitari e biologici dovuti alla diffusione del nuovo coronavirus, ma in termini strettamente più economici alle misure di restrizione di parte notevole dell’intera economia globale (soprattutto turismo, beni secondari, servizi e attività culturali) causando contrazioni della domanda e dell’offerta in interi settori e ad ampio spettro. Alcuni settori hanno avuto impatti minori, o addirittura notevoli incrementi di fatturato e profitti, perché legati ad attività produttive e di servizi compatibili o addirittura favoriti da una situazione di crisi sanitaria o perfettamente compatibili con modalità di telelavoro.

Per quanto riguarda l’imprevedibilità della crisi, quella del 2020 è stata senza dubbio percepita in parte come intrinsecamente imprevedibile, ma d’altro lato come anche dovuta a sottovalutazioni a livello globale di  sovranità nazionali e organizzazioni sovranazionali come l’OMS, che non hanno reagito in maniera tempestiva alla prima comparsa in Cina. Di conseguenza i mercati si sono trovati a fronteggiare all’improvviso una situazione incontrollata legata ad un’evoluzione esponenziale della pandemia.

Il “durante”

Ci soffermiamo ora sull’impatto sui mercati finanziari in termini di volatilità nell’azionario, che si è dimostrato incredibilmente simile tra le due crisi. Nel grafico osserviamo lo stesso picco ad una volatilità tra 80% e 90% raggiunto con un’impennata improvvisa in entrambi i casi, toccando appunto gli stessi valori. Le due curve rappresentano il VIX e il VSTOXX, che sono i due indici di volatilità implicita stimata per i consecutivi 3 mesi sui due indici azionari sottostanti, rispettivamente l’S&P500 ( indice delle 500 aziende americane più capitalizzate ) e l’EUROSTOXX (composto da un paniere di 50 aziende europee).

Gli indici del mercato azionario hanno subito un tracollo immediato nella prima metà di marzo 2020, in maniera tale da fare registrare perdite del 27% per l’S&P500, del 38% per il DAX e del 29% per il Nikkei rispetto ai valori di inizio anno. Tali crolli del mercato azionario spiegano la causa di un aumento così sfrenato della volatilità attesa come illustrato dal grafico in esame.

Le conseguenze

Uno degli effetti delle crisi sovra-citate sul quale possiamo soffermarci è l’aumento delle disuguaglianze economiche e sociali. Come primo esempio di elemento scatenante di aumento di tale divario, citiamo i dati USA sulla disoccupazione. A fine della crisi 2008 si è registrato un totale di 8,6mln di posti di lavoro persi sommando 2008 e 2009. Ciononostante, quei valori portarono il tasso di disoccupazione al 10%, contro un 15% raggiunto tra 2020 e 2021.

Tasso di disoccupazione negli USA

Tra le differenze nelle conseguenze di queste crisi possiamo anche citare la reazione politica e monetaria per fronteggiarle. Nel 2008 e 2009, dai presidenti Bush e Obama vennero varati dei pacchetti di stimolo di 700 e 800 miliardi di dollari. Tra 2020 e 2021, sono stati introdotti tra i 5 e i 6 trilioni di dollari di misure fiscali, e un abbassamento dei Fed funds di altri 150bps per garantire ulteriore liquidità come misura monetaria della Federal Reserve. Possiamo quindi constatare una grande similitudine nella reazione massiccia dalla parte delle autorità politiche e monetaria per fronteggiare le due crisi, ma d’altra parte rileviamo anche che tali misure sono state molto maggiori ora rispetto ad allora.

Considerazioni finali

La crisi del 2008 seppur contemporanea sembra quasi già lontana. Al contrario, la crisi del coronavirus è ancora in atto. I progressi scientifici legati allo sviluppo dei vaccini e l’efficacia anche contro le varianti fanno presagire una completa resurrezione dell’economia e della vita delle persone che possiamo effettivamente già toccare con mano. Come venire fuori ora in maniera efficace dalla situazione economica così vischiosa che si è creata, soprattutto in Italia? Probabilmente con una politica keynesiana forte di rilancio dell’economia e un’allocazione corretta della quantità massiccia di risorse che si è creata con i fondi europei, e senza dubbio il premier Draghi in Italia ne potrebbe essere un artefice convinto.

Bibliografia:

1) https://www.ilsole24ore.com/art/8-agosto-2007-quei-fondi-bnp-pieni-subprime-detonatori-crisi-AEarT09B

2) D. Langiu, F. Morello, F. Sdogati. La grande recessione: 2008-20. Il ruolo delle catene globali di produzione nella trasformazione del modello di creazione del valore.

3) A. Alesina, F. Giavazzi, La crisi: può la politica salvare il mondo?

4) G. Soros, La crisi globale e l’instabilità finanziaria europea.

5) P. Coy, Bloomberg Businessweek, The Great Coronavirus Crash of 2020 Is Different.

ELIA MAZZONI